Teti Cortese: "Paper Wings" 15 giu

Teti Cortese presenta Paper Wings : un progetto (in itinere):

Inizia ufficialmente il progetto solista di Teti Cortese, orgogliosamente prodotto da En Music Production.
Carousel Beats è onorato ad ospitare il suo primo concerto + JAM 15 giugno alle 20 nella bellissima cornice della Serra dei Giardini.


Storie, sentimenti ed emozioni “collaterali”, raccontati , scritti e cantati da Teti Cortese con il contributo di tre "traduttori musicali"


Teti Cortese - voce

Enrico Scussat - chitarra

Marco Centasso - contrabbasso

Leonardo Calcaterra - batteria

+ Special Guests:

Ken Field - sax

Mafal Diaw - percussioni

Chiara Patrizi - letture

JAM:

Samantha Giordano - voce

Francesca Cracolici - voce

Leonardo Bosello - chitarra

Silvia Rova - sax

Gianfranco Ranzato - batteria 

Willy Burn - contrabbasso


teti panorama



“Paper wings” è un progetto che nasce dall’incontro inaspettato con un uomo della strada, cresce, matura e si modella “in itinere”.

Le ali di carta sono leggere e si lasciano trasportare dal vento, sono libere ma sono anche fragili e delicate.

Grazie ad un evento inaspettato, mi sono accorta di “indossare” dei pensieri e delle sensazioni che non facevano parte di me, ed ho deciso così di scrollarmi di dosso tutto ciò che non mi apparteneva.

Esporsi , rendersi più fragili ed insicuri, ma allo stesso tempo più leggeri, più “umani” e poter osservare da più punti di vista: ecco le mie ali di carta.

Il mio progetto racconta proprio questi punti di vista: storie, sentimenti ed emozioni “collaterali”, accompagnati da sonorità acustiche, materiche, calde che si ispirano alle mie radici e ad artisti diversissimi tra loro come Tom Waits, Ani DiFranco, Nina Simone, ecc..

Ad accompagnarmi tre eccezionali musicisti, interpreti e direi anche “traduttori musicali” che hanno pienamente colto il senso di tutto il progetto. 


Stazione di Padova - h. 23.05

Ritorno da una visita ad una mia cara amica....il prosecco continua a scorrere, sento ancora le bollicine che scoppiettano in gola.
E' tardi, sono sola in stazione..non è un orario consigliato, ripenso alle parole della mia amica, ad una situazione un pò scomoda...tiro fuori il tabacco, ho voglia di una sigaretta.

Il binario è vuoto, guardo l'ora, manca poco...
Accanto a me, l'uomo della strada, ha gli occhi azzurri, la barba incolta, fruga tra i distributori per trovare qualche piccolo tesoro.
Parla con se stesso...trova qualche centesimo, "sono ricco!" dice.
Io, vicino a lui, ascolto.
Borbotta.
L'uomo della strada.
La sua presenza e la mia "solitudine", mi rendono un pò nervosa, schiva, una ragazza sola in una stazione, ma continuo ad ascoltare ed osservo con la coda dell'occhio il suo zaino logoro e macchiato che traballa...cosa porterà lì dentro??
Si avvicina, lo sapevo,mi chiederà dei soldi, mi disturberà: il mio primo pensiero.
E' davanti a me, mi guarda, "scusa hai qualche moneta?"...ma il suo sguardo non mi è molesto, il suo tono di voce è caldo.
Mi rilasso, e cosi il mio cervello comincia a chiedersi perchè dovrei avere paura, paura di cosa? E poi, da dove dovrebbe nascere questa paura, è lì , e mi chiede solo se ho qualche moneta, me lo chiede per favore e si scusa per il disturbo.
Di chi è questa paura, a chi appartiene? Di certo non a me.
Mi infastidisco, e mi domando perchè mai dovrei lasciare che le paure degli altri incidano sul mio modo di fare e vedere, perchè le paure degli altri debbano alterare la visione della realtà...e distorcerla.
Così mi libero di quegli oggettini rotondi e metallici che alloggiano temporaneamente dentro il mio portamonete, e li deposito sulla sua mano sporca e segnata.
Ha le unghie bianche, segnate dalla strada, mangiate, rovinate, la barba rossa disordinata e i suoi occhi sono buoni.
Mi ringrazia, mentre tira fuori un astuccio metallico dalla tasca, pieno di tabacco rubato dalle sigarette rimaste orfane a terra.

"vuoi del tabacco?" gli chiedo.
Ne prendo un pugnetto, prima ancora che mi risponda, perchè in realtà non ho più bisogno che mi dia una risposta.

Faccio lo stesso per le cartine e per i filtri...
"grazie", è stranito dall'atteggiamento di una ragazza sola in stazione che dovrebbe essere inavvicinabile, stizzita, e che avrebbe dovuto licenziarlo con un "non ho niente, mi dispiace", pronunciato guardando da un'altra parte.

"Dì al tuo ragazzo che è fortunato" mi guarda " e te lo dice una persona che ogni giorno ne vede tante.." aggiunge.

Io mi limito a sorridergli, ringraziandolo dentro di me per avermi regalato quel momento di libertà "celebrale", per avermi regalato un momento di "me stessa", libero da influenze ignoranti e incarceranti.

"grazie uomo della strada" penso.

"Ciao" gli dico.
Lui sorride si gira e svanisce...in silenzio. "buona fortuna..."
E' arrivato il treno.

Proprio con questo incontro nasce inconsapevolmente il mio progetto. Le sonorità mediterranee della mia terra e l’ispirazione regalatami dall’ascolto di artisti diversissimi tra loro come Tom Waits, Ani DiFranco, Nina Simone, ecc..si legano con l’intenzione di raccontare storie, sentimenti ed emozioni “collaterali”, in cui i dettagli sono come delle piccole telecamere attraverso cui guardo, cercando di spogliarmi dei “vestiti” che la società vuole farmi indossare.

Viaggio sulle mie “ali di carta velina” leggere ma fragili..perchè se “non è arte non ne vale la pena”. 

locandina X SERRA

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