Succiacapre

Succiacapre - Caprimulgus europaeus

C’è il canto mitico delle sirene  e quello delle balene altrettanto mitico e ancestrale;  poi c’è il canto dei grilli e quello delle cicale, più prosaici ma non meno evocativi di emozioni e ricordi per ciascuno di noi, credo.

E poi c’è il canto del succiacapre, un trillo, un crepitio notturno, continuo, insistente.

E’ un uccello poco più grande di un merlo e ha un piumaggio marrone screziato molto mimetico; di giorno se ne sta accovacciato per terra o sui rami degli alberi e al crepuscono esce a caccia di falene e di altri grossi insetti che cattura in volo tenendo la grande bocca spalancata.

Il succiacapre è un uccello migratore, sverna in Africa sud-orientale e nidifica da noi dove è presente tra l’inizio di maggio e metà settembre.

Il suo habitat, costituito da lande e brughiere con ampie zone prive di alberi, si sta però progressivamente riducendoe: la sua presenza in provincia di Varese è limitata ormai solo al Campo dei Fiori, alla pineta di Tradate-Appiano Gentile  e alla brughiera di Gaggio.

Pochi hanno sentito il canto di questo uccello, ancor meno l’hanno visto a causa delle sue abitudini.

Così all'imbrunire una sera presto all'isola della Certosa, mi fu regalato lo spettacolo del volo ineffabile del succiacapre; un volo irregolare simile ai quello dei pipistrelli non molto elegante con quelle ali lunghe e strette, simili per qualche verso a quelle di un falco. Da quella sera in poi ho potuto riconoscere il suo canto che riempia ogni notte della Certosa.



Protagonista della tradizione popolare – che addirittura gli ha talvolta attribuito il potere di transitare le anime nell’aldilà – il Succiacapre è un uccello notturno molto particolare... coi baffi! Sono probabilmente dovute a questo – unite a un canto particolarmente penetrante e insistente – le leggende sul conto di questo uccello, che per la verità deve il proprio nome ai pastori i quali ritenevano che l'uccello succhi dalle mammelle degli animali al pascolo. Questa opinione può essere nata dal fatto che vicino a capre, vacche e pecore si vedevano spesso volare succiacapre quando si spingevano gli animali nelle stalle. La presenza degli uccelli tuttavia non ha niente a che fare con il latte degli animali, ma con gli insetti che succhiano il sangue che questi attirano.

Il Succiacapre è in grado di cantare per ore, quasi ininterrottamente, dal crepuscolo all’alba. Un crepitio che ricorda molto da vicino il rumore emesso da un piccolo motore, eppure estremamente variabile a seconda del grado di “eccitazione” del singolo esemplare. Suoni particolarmente importanti sono emessi durante la fase di caccia, quando il canto del Succiacapre si mescola con il profondo e imponente battito d’ali.

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