I sistemi di pesca

Preziosissima ricerca gentilmente concessa da Gigio-Luigi Zanon

Trattasi di un saggio scritto e disegnato a “8 mani” da persone che conoscono bene la Laguna e i suoi sistemi di pesca, le sue origini, i suoi cambiamenti climatici e morfologici, nonché le aberranti modifiche apportate da quello che si fa chiamare “essere umano”, ma che invece per il proprio interesse e tornaconto sta violentando la natura. Le “8 mani” sono di:
Checchi-Francesco Ghezzo, vecchio pescatore e seragiante
Italo Scarpa, ortolano e pescatore “da rive e sasso”
Nani-Giovanni Bustreo, disegnatore, vignettista e appassionato di pesca
Gigio-Luigi Zanon
, pescatore dilettante e profondo conoscitore della Laguna e della Storia di Venezia che ha scritto queste note.
Questo saggio, risalente agli anni ’80-’90, è composto
88 metodi di pesca ed ogni metodo è disegnato in modo chiaro, oltre a diverse fotografie aggiunte da Gigio-Luigi Zanon successivamente.


DESCRIZIONE DEI SISTEMI DI PESCA CLASSIFICATI

RETI DA CIRCUIZIONE o DA ACCERCHIAMENTO
Le reti da circuizione catturano il pesce accerchiandolo lateralmente per impedirne la dispersione orizzontale e quindi inferiormente, impedendone la fuga verso il fondale. Tranne alcune eccezioni sono reti di superficie, nelle quali la linea di galleggiamento (lima da sugheri) è supportata da numerosi galleggianti. Le reti da circuizione possono essere anche molto grandi. Vengono in genere utilizzate da uno o due natanti, con o senza l’ausilio di una barca a remi. A questo sistema di pesca appartengono:
- reti da circuizione a chiusura o con sacco
Reti caratterizzate dall’uso di una linea di chiusura rinforzata sul fondo della rete. Questa linea permette alla rete di chiudersi come una borsa e di trattenere tutto il pesce catturato;
- reti da circuizione senza chiusura o senza sacco.
Reti con la parte centrale concava a forma di cucchiaio e due ali laterali in modo che possa trattenere il banco di pesce quando le due ali vengono tirate su allo stesso tempo. Queste reti sono usate generalmente da un singolo natante, molto spesso di piccolo tonnellaggio.


RETI A TRATTA o SCIABICA o DA AGGIRAMENTO
Le reti a tratta sono reti di aggiramento che normalmente vengono posizionate utilizzando una o più barche e salpate sia da terra che dallo stesso natante. Il procedimento per la cattura del pesce è quello di circondare una vasta zona acquea con una lunga rete, con o senza sacco. La rete viene salpata tramite le due cime fissate ai margini, usandole entrambe per tirarla all’asciutto e catturare il pesce. A questo sistema di pesca appartengono:
- reti a tratta da spiaggia
Rete salpata da terra, generalmente usata in acque poco profonde. La rete costituisce una barriera che impedisce la fuga del pesce. Una distinzione viene fatta tra le reti di aggiramento da spiaggia con il sacco di raccolta e quelle senza sacco con la parte centrale a maglie più piccole e più allentate, atte a trattenere il pasce catturato.
- reti a tratta da natante con sacco
Rete dotata di due ali, un corpo ed un sacco di raccolta, simile per molti aspetti a quelle a strascico (vedi reti da traino). Salpate da barca, sono generalmente usate in prossimità del fondale, dove vengono tirate da due lunghe corde.


RETI DA TRAINO o A STRASCICO
Queste sono reti a strascico, costituite da un corpo a sagoma conica, chiuso da un sacco ed esteso all’apertura da ali. Possono essere trascinate da una o due barche e, a seconda del tipo, vengono usate sul fondo o a mezz’acqua (reti pelagiche). In alcuni casi, come per la pesca di gamberi e pesci piatti, la barca da traino può essere equipaggiata con più reti a strascico (anche 4) che lavorano contemporaneamente. A questo sistema di pesca appartengono:
- reti da traino da fondo
Rete progettata ed attrezzata per lavorare vicino al fondale. Secondo il tipo usato, si può distinguere in: rete a strascico a piccola apertura verticale (adatta per la cattura di specie ben- toniche) e rete a strascico a grande apertura verticale (appropriata principalmente per la cattura di specie semi-bentoniche o pelagiche). Nelle reti a strascico da fondo l’orlo più basso dell’ apertura è normalmente protetto da un grosso cavo zavorrato con catene, anelli in metallo e, a volte, ricoperto da mucchietti in legno o gomma (detti ciocioli, torcoli, diavoloni, …).
- reti da traino da fondo a barra
In queste reti a strascico l’apertura orizzontale della rete è creata da una barra, costituita da legno o metallo. Le reti a strascico a barra sono usate principalmente per la pesca di pesci piatti e gamberi. Sia lo strascico a barra che quello da fondo con divergenti (vedi) può essere usato alternativamente dallo stesso peschereccio senza la necessità di modifiche (si lavora generalmente da poppa o più raramente dal lato della barca), o simultaneamente con piò attrezzi trainati..
- reti da traino con imbarcazioni in coppia
Si tratta di una grande rete trainata da due pescherecci. Individuato il banco di pesce per mezzo di ricevitori acustici (ittioscopi), viene calata la rete le cui ali anteriori sono costituite da maglie piuttosto larghe che guidano il pesce verso le sezioni posteriori con maglie via via più strette. L’imboccatura della rete viene tenuta aperta in alto dai cavi di traino e in basso da due grosse zavorre. I pescherecci sono collegati a pma da un cavo che deve rimanere sempre teso in modo da non permettere l’avvicinamento delle due imbarcazioni. La rete viene principalmente utilizzata, secondo le stagioni, per la pesca di specie pelagiche (sardine, acciughe, cefali, ecc.), ma, considerata l’ampia apertura verticale della rete, in zone di pesca a limitata profondità vengono pescate anche specie bentoniche (orate, mormore, pagelli, ecc.)..
- reti da traino con divergenti per mezzo di una singola imbarcazione
Questa rete a strascico viene trainata da un solo natante e la sua apertura orizzontale è assicurata da divergenti. Le caratteristiche costruttive permettono a questi modeffi di rete a strascico di operare a varie profondità.


DRAGHE
Questi sono attrezzi che dragano lungo il fondale, usualmente per raccogliere molluschi come mitili, ostriche, pettini, vongole e pesci piatti come sogliole, rombi e passere. Queste specie sono trattenute in una specie di sacco che permette ad acqua, sabbia o fango di fuoriuscire. A questo sistema di pesca appartengono:
- draghe da natante
Ve ne sono differenti per peso, dimensioni e forma: in genere sono piuttosto pesanti, dotate a volte di “pattini o slitte”, denti”, tavole pressorie, ecc.
- draghe a mano
Sono draghe piccole e leggere, si adoperano a mano in acque basse da riva o da barca.


RETI DA RACCOLTA o DA SOLLEVAMENTO
Il pesce, che può venire attratto con fonte luminosa o esche, viene pescato con attrezzi costituiti da una rete orizzontale a forma di sacco (parallelepipedo, piramide, cono) con la faccia d’apertura verso l’alto. Dopo essere state immerse alla profondità voluta, le reti vengono tirate fuori dall’acqua velocemente, a mano o meccanicamente, da riva o da natante. Il pesce che si trova tra la superficie e la rete viene catturato. A questo sistema di pesca appartengono:
- reti da raccolta portatili
Sono piccole reti che si impiegano generalmente da terra a mano, con o senza una installazione fissa.
- reti da raccolta da natante
Questo gruppo comprende le “reti a coperta”, azionate da una o più barche.
- reti da raccolta fisse o da terra
Queste reti vengono messe in funzione da installazioni che si trovano lungo la costa o lungo le rive di fiumi e canali. Il sistema di sollevamento è spesso meccanizzato.


RETI DA LANCIO
Queste reti, gettate dalla riva o dalla barca, catturano il pesce cadendogli sopra e intrappolandolo in esse. Il loro uso è limitato alle acque con scarsa profondità e fondali pianeggianti e poco pietrosi.


RETI DA POSTA o DA APPOSTAMENTO
Con questi tipi di reti il pesce rimane impigliato nelle maglie della rete che può essere: rete da imbrocco (composta da un singolo telo o “nappa”) e rete trimagliata (costituita da tre teli: l’interno a maglie più fitte o “nappa”, gli esterni a maglie più larghe o “serbere”). Vari tipi di rete possono essere combinati nello stesso attrezzo (rete trimagliata unita con una rete da imbrocco). Queste reti possono essere utilizzate sia da sole che in serie. In base al tipo ed al rapporto tra zavorra e galleggianti, possono esutilizzate per pescare in superficie, a mezz’acqua o sul fondale.
- reti da posta fisse o ancorate
Usate essenzialmente in acque costiere, queste reti vengono montate su pali conficcati nel fondale. I pesci vengono raccolti durante la bassa marea. Possono anche essere ancorate al fondale, o ad una certa distanza sopra di esso, tramite un sistema di ancore o zavorre sufficientemente pesanti per neutralizzare la spinta idrostatica dei galleggianti.
- reti da imbrocco alla deriva (derivanti)
Tenute in superficie, o ad una certa profondità, da numerosi galleggianti, queste reti vanno alla deriva seguendo la corrente, abbandonate a se stesse o più spesso assieme all’imbarcazione alla quale sono legate.
- reti da imbrocco da accerchiamento
Questi attrezzi sono generalmente usati in acqua bassa, con la linea di galleggiamento in superficie. Dopo che il pesce è stato circondato dalla rete, rumore o altri sistemi vengono utilizzati per forzare il pesce ad impigliarsi nelle maglie della rete che lo circonda.
- reti trimagliate
Queste reti posate sul fondo sono falle con tre maglie diverse: i due teli esterni costituiti da maglie (“serbere”), quelio intemo a maglie più piccole (“nappa”). Il pesce si ammaglia nel telo più intemo della rete dopo essere passato attraverso i due teli esterni.


8 TRAPPOLE
A questo sistema di pesca appartengono:
- recinzioni fisse scoperte
Sono usualmente grandi reti, ancorate o fissate su paletti, aperte in superficie, che catturano vari tipi di pesce utilizzando diversi sistemi.
- nasse
Queste trappole, destinate alla cattura di pesci, crostacei e molluschi, hanno la forma di gabbie o contenitori; sono fatte con vari materiali (legno, vimini, asticelle di metallo, rete. filo di ferro, plastica, ecc.) e presentano una o più aperture (entrate). Sono usualmente collocate sul fondo, con o senza esca, singole o in filari, collegate da cime (linee di gavitelli) per segnalare con boe la loro presenza in superficie.
- bertovelli o cogolli
Normalmente usate in aree a basso fondale, queste reti sono costituite da sacchi di forma cilindrica o conica e sono montate su anelli o altre strutture rigide, completamente ricoperte di rete e completate da “ali” o guide che dirigono il pesce verso l’apertura del sacco terminale. Le reti da posta, fissate sul fondale con ancoraggi, zavorra o paletti, possono essere utilizzate da sole o in gruppi in fiumi, estuari, lagune ed in zone di forte corrente.
- barriere, recinti, chiuse
Attrezzi di questo tipo, fatti di materiali diversi (paletti, rami, canne, reti, eec.), sono costruiti usualmente in acque influenzate dalla marea. Si differenziano dalle reti da imbroeco fisse, poiché quando la marea decresce, permettono al pesce non intrappolato o ammagliato di passare liberamente al di sotto della loro linea di fondo.
- trappole aeree
I pesci che hanno consuetudine di saltare fuori dall’acqua (ad es. i cefali), possono essere catturati sulla superficie da zattere, barche, o reti stese sulla superficie dell’acqua (“reti veranda”).


AMI
Il pesce viene attratto da esche naturali od artificiali innescate su uno o più ami, fissato all’estremità libera di un filo o lenza, il quale lo cattura. Ganci o punte di metallo vengono usati anche per cacciare il pesce impigliandolo quando passa vicino. Questo è in particolare il caso delle lenze a strappo per calamari che sono provviste di esche artificiali con ami multipli, dove la lenza venendo mossa a scatti su e giù attrae e cattura il calamaro. Amo e lenza uniti possono essere usati singoli o in grande numero. A questo sistema di pesca appartengono:
- lenze a mano
Le lenze manuali possono essere usate con o senza la canna. Per pesca in acque profonde le lenze vengono normalmente accoppiate ad un mulinello. L’esca puù essere naturale o artificiale. Si adoperano generalmente da piccole barche.
- lenze meccanizzate
Le lenze possono essere meccanizzate, usando rocchetti o rulli a motore. Vengono generalmente usate su barche di piccola e media stazza. Anche le stesse canne da pesca possono essere meccanizzate, con il movimento della canna interamente automatico (ad esempio per la pesca al tonno).
- lunghe lenze fisse
Questa categoria comprende le lunghe lenze da fondo, con o senza esca, che vengono poste sopra o vicino al fondale. Sono costituite da una lenza principale (“maestra”), alle volte di considerevole lunghezza, alla quale sono state fissate delle lenze secondarie ad intervalli regolari, più o meno vicine tra loro.
- lunghe lenze che seguono la corrente
Queste lenze sono mantenute in superficie o ad una certa profondità per mezzo di galleggianti posti a distanza regolare tra di loro. Le lunghe lenze che seguono la direzione della corrente possono essere di considerevole lunghezza, ma le lenze secondarie sono normalmente più lunghe e distanziate tra loro che non nelle lenze da fondo. Alcune sono collocate verticalmente: ogni lenza pende da un galleggiante in superficie. Esse lavorano usualmente in gruppi di parecchie lenze dirette da una sola barca.
- lenze trainate
Queste sono lenze semplici, con esca naturale o artificiale trainate vicino alla superficie o ad una certa profondità da una barca. Diverse lenze vengono usualmente trainate nello stesso momento, con l’aiuto di un’attrezzatura che si estende verso l’esterno.


10 MACCHINE DA RACCOLTA
Questi sono attrezzi relativamente nuovi ed altamente efficienti osati per estrarre le risorse alieutiche dall’acqua per pompaggio diretto o setacciatura forzata. Il loro uso è comunque limitato ad un ristretto numero di specie. A questo sistema di pesca appartengono:
- pompe
Vengono impiegate per “aspirare” dall’acqua il pesce utilizzando in genere una fonte luminosa per attirarlo. Questo sistema di pesca non va confuso con i sistemi usati per trasferire il pesce già catturato o allevato.
- draghe meccanizzate
Questi attrezzi raccolgono i molluschi dal fondale per mezzo di potenti getti subacquei. I molluschi raccolti vengono trasferiti in barca attraverso gabbie, nastri trasportatori o per risucchio.


ARPIONI
Questi sono attrezzi per uccidere, ferire o uncinare pesci o molluschi. Essi includono fiocine, arpioni, frecce, punte, pinze, morse, ecc.


2 MISCELLANEA
In questa sezione viene raccolta una grande varietà di attrezzi e metodi di pesca, non rientranti nei precedenti paragrafi, e basati su diversi principi. Si elencano, fra gli altri:
- raccolta a mano o con semplici strumenti a mano (con o senza attrezzatura subacquea);
- pesca con richiami e attrattivi;
- pesca con animali addestrati;
- pesca con sostanze tossiche o irritanti;
- pesca con esplosivi;
- pesca con elettricità.

cogollo

Leva di un cogollo


SACCALEVA

DESCRIZIONE
Rete da pesca a forma rettangolare o trapezoidale usata sia in mare che in laguna, in prossimità dei porti e nei canali. La larghezza delle maglie è in relazione alla specie ittica che si intende catturare. È una rete molto alta che, qualora utilizzata in mare, può raggiungere notevoli dimensioni, da m 14 a m 100 al centro (punto di massima altezza) e lunga da m 100 a m 500. In laguna di Venezia la lunghezza della rete non può superare i m 100. Viene tenuta in posizione verticale sulla superficie dell’acqua da galleggianti disposti sulla cima superiore (lima da sugheri) e da anellidi ferro e pesi posti sulla lima inferiore, distanti circa un metro l’un dall’altro, dentro i quali passa un terzo cavo piò grosso (lima da piombi).

UTILIZZO
Si pesca anche con tre barche ed almeno una decina di persone. La saccaleva viene disposta a fonna di cerchio e, prima di ritirarla viene chiusa inferiormente dal cavo che passa attraverso gli anelli di ferro. Solo nel caso della pesca in mare, alcune specie (acciughe e sardine) vengono attirate con fonti luminose (lampare) nelle notti senza luna ed accerchiate con la rete. In alcuni casi viene usato anche l’ecoscandaglio per localizzare il banco di pesci. Un’azione di pesca completa richiede generalmente una trentina di minuti.

LIMITAZONI
La lunghezza massima della rete consentita in laguna è di m 100. La larghezza minima della maglia è di non 16. Nelle acque marittime interne (zona C) è vietato l’uso di fonti luminose per la cattura di pesci con le reti da circuizione.
Vietato in laguna di Caorle e nel bacino Lama del Morto.

note
La prima saccaleva è stata introdotta in laguna di Venezia agli indi del 1900.

sacaleva


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