Insulti veneti e veneziani

INSULTI VENETI E VENEZIANI di prossima uscita
di Fiora Gandolfi

Fiora Gandolfi, laureata in lingue e letterature straniere a Roma, inizia dal 1966 per caso la sua ricerca e il suo studio sul terreno inesplorato degli insulti, con un articolo apparso su Marka Tre una rivista di automobili, sul nuovo modo di insultare in auto a Milano usando eufemismi dolci come caramella o cioccolatino invece dei classici vaffan o va a dar via. Frasi despettive che sorprendevano e ferivano l' insultato per la sorpresa che provocavano sull'inetto o spericolato guidatore.

Gli insulti erano considerati tabù al punto tale che molti dizionari dell'epoca non ne riportavano alcuno. Fu cosi che iniziò il suo studio raccogliendo frasi idiomatiche persiane, inglesi, francesi, greche, latine, lavorando come una giornalista, intervistando, e poi andando in biblioteca. Aveva capito che l'insulto perché sgorga spontaneo senza  mediazione dell'intelletto è il vero rivelatore della psicologia di un popolo.

A voi, un piccolo assaggio in anteprima:


Mona, l'insulto centrale

El sagio sa niente 

l’inteligente sa poco

l’ignorante sa tanto 

el mona sa tuto

Il saggio non sa niente

l'intelligente sa poco

l'ignorante sa tanto

lo stupido sa tutto


Il carattere squisitamente femminile della lingua veneziana, prorompe dalla sua dolcezza sonora, dall’abbondanza di diminutivi e di parole protettive e soprattutto dall’uso del termine mona che designa il sesso della donna. …

Sborar

L’ importanza della fertilità germinativa è persistente nel linguaggio veneto

Un’altra modalità dell’insulto e dell’espressione verbale veneta consiste nella scarsezza dei termini legati al fallo, alla penetrazione, all’offesa arrecata con l’organo sessuale maschile usato come daga o altra arma. A questa assenza di falli si aggiunge l’accettazione di una parola considerata altamente tabù in altri dialetti o lingue che è l’equivalente di ‘liquidoseminale’. …


© carousel loader dal 1992 e speriamo ancora