Calle del Morion

Morion (Calle, Sottoportico del) a S. Francesco della Vigna.
La Descrizione del 1661 della parrocchia di S. Tèrnita chiama questa Calle, ad essa allora soggetta, «Calle della Spezieria del Morion», e poscia pone qui presso una «casa in soler con botega da spezier, all'insegna del Morion, del N. U. Nicolò Corner; habita il sig. Leonardo Bergonzi». Il morione è una specie di celata, od armatura del capo. La spezieria, o farmacia, che aveva tale insegna, e che restò aperta anche molto dopo l'epoca citata, si nomina dal Dotti nella satira XIV ove, additando certo prete novellista, così dice:

E' l'illirico bestione

Ch'esce fuor di sacristia,

E in bottega del Morione

Va a spacciar filosofia.

In «Calle del Morion» esisteva un ospedaletto per 20 povere donne, fondato nel secolo XIV da Natichliero Cristian sopra un fondo comperato da Filippo Querini. Una gotica iscrizione all'ingresso della via ricorda il pio istituto con queste parole: Hospital De Ser Natichlier Da Cha Cristian ed altra iscrizione poco discosta insegna che fu ristaurato nel 1479. Esso era diretto dalla Procuratia «de Citra», in un documento della quale, colla data del 1690, leggonsi le seguenti parole: «Natichlier Cristian, con testamento 3 luglio 1312, lasciò il suo ospitale fatto in contrà de S. Tèrnita alla Procuratia de Citra», ecc. Chiamavasi però ancora «Ospitale delle Boccole», poiché il documento medesimo così si esprime più sotto: «Fu sempre sostenuto da questa ecc. Procuratia il detto Hospitale chiamato ora Hospitale delle Boccole». Ciò forse nacque per aversi in esso concentrato l'altro ospizio fondato dalla famiglia Dalle Boccole nella stessa contrada di S. Tèrnita. Vedi Magno (Calle). Ora in questo locale, acconciamente ristaurato, si aprì, trasportate altrove le ricoverate, il primo «Asilo Notturno» che possa vantare la nostra città.

dal Tassini, "Curiosità Veneziane" (ottocentesco)

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