Sior Tonin Bonagrazia

di Gigio Zanon

Chi fra i nostri vecchi non ricorda Star Tonin Bonagrazia che, coi propri racconti, pieni di arguzia e di sali, intratteneva il buon popolo Veneziano? Le sue prime prove le fece nei Caffè colla maschera sul viso, e la gente gli correva dietro insaziabile di udirlo. Poscia si diede ad esercitare il proprio mestiere senza maschera, ed all' aperto, cioè in Piazza e Piazzetta di San Marco, lungo la Riva degli Schiavoni, e nei varii campi della città. Ci sembra ancora di vederlo, colla sua velatà nera, alquanto frusta, coi suoi calzoni corti al ginocchio, col tricuspide cappello in testa, colle dita ripiene di brillanti usciti dalle fornaci di Murano, e col petto ricoperto di decorazioni della medesima provenienza, raccogliersi intorno un fitto cerchio d'ascoltatori, ai quali, egli, che da giovane era stato garzone nella bottega da barbiere di suo padre, vantava si dell'antica sua nobiltà di Torcello; di possedere terre e latifondi negli spazi immaginari della luna, oppure nei sabbioni del Lido; d'essere stato fatto erede, per testamento paterno, dell'ombra di tutti gli alberi, e di non sappiamo quante mille miglia di strada; di godere dell'uso dell'aria di tutti gli orti, e del diritto esclusivo di venir posto in prigione per debiti, frottole tutte che spacciava con tanta serietà da far sbellicare gli a tanti dalle risa. 
Senonchè gli entusiasmi per Tonin andarono a poco a poco scemando, ed egli prese il partito d'abbandonare Venezia, e d'andar a piantar le sue tende a Treviso, Vicenza, Verona, Rovigo, e Padova. E fu appunto che, ritrovandosi a Padova nel 1839, cadde ammalato, per lo che gli fu giuocoforza di riparare allo spedale, ove la sua malattia crebbe tanto da farlo credere estinto. Allora Tommaso Locatelli ne scrisse una briosa necrologia nella Gazzetta di Venezia, ma tosto dopo dovette ritrattarsi poichè Tonin Bonagrazia era ancor vivo. Ben è vero che in seguito non se ne ebbe più alcuna notizia. Sic transit gloria mundi! 
Ora la memoria di Tonin Bonagrazia è rinfrescata dal titolo d'un giornale cittadino, scritto in vernacolo, e volto ad appagare coloro che si dilettano di ridere alle altrui spalle. *

sior tonin med

*ora questo giornale è da diversi anni che non si stampa più, ed il proprietario della Testata nemmeno si sà chi sia. Tuttavia io sono ancora in possesso di un paio di numeri dell' 890, ma non mi è possibile scannerizarli e postarli perchè troppo vecchi e delicati.

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