Campo Santa Margherita

Campo Santa Margherita

Il toponimo deriva dalla chiesa, ora sconsacrata, di Santa Margherita, posta all'estremità nord orientale del campo, fondata nel IX secolo. Fu dedicata alla omonima martire cristiana, protettrice delle partorienti, nata ad Antiochia di Siria, nella seconda metà del III secolo, da genitori pagani. La Chiesa fu riedificata nel 1687 su progetto dell'architetto Giambattista Lambranzi e, dall'inizio dell'Ottocento, a causa delle riforme napoleoniche fu adibita per un periodo alla manifattura dei tabacchi e quindi a deposito di marmi di altre chiese soppresse. Diventò nel 1882 una chiesa evangelica ed in seguito "Cinema S. Margherita"; il suo uso attuale è quello di auditorium dell'Università Ca' Foscari.   

Nel 1808 il campanile fu "mozzato" perchè poco stabile, ma rimangono comunque elementi marmorei secentesci interessanti sul basamento, tra i quali un drago ed un mostro marino.
L'aspetto attuale del campo Santa Margherita è conseguenza delle disposizioni delle autorità austro-ungariche che, nella seconda metà dell'Ottocento, portarono, per motivi igienici, all'interramento di alcuni rii. Prima del 1863 il campo rispettava la pianta tipica dei campi veneziani, che affacciavano almeno da un lato su un canale, utilizzato dai mercanti per il carico e scarico delle merci. Al lato sud di campo santa Margherita si trovava il il rio della Scoazzera, collegato, attraverso il rio di Ca' Canal, al rio di San Barnaba. Le Scoazzere, scrive il Tassini in "Curiosità veneziane", erano "un chiuso quadrato di muro, senza tetto, e aperto d'innanzi, ove si raccoglievano le spazzature, dette in vernacolo scoazze, finché i burchieri, o burchiellanti, le avessero trasportate fuori città".
Sul campo, accanto alle case popolari, si affacciano edifici di particolare interesse storico come l'Ospizio Scrovegni, realizzato grazie al lascito di Maddalena degli Scrovegni, nobildonna padovana che, nel suo testamento del 1421, ha destinato un'ingente somma per la costruzione di un ospizio in cui alloggiare 13 povere vedove. L'ospizio fu realizzato sulla sponda meridionale del rio della Scoazzera.
Poco distante appare la Scuola Grande dei Carmini, costruita nel XVII secolo su progetto degli architetti Francesco Caustello e Baldassare Longhena; fu l'ultima Scuola ad ottenere dal Consiglio dei Dieci, nel 1767, il riconoscimento di "Grande". I confratelli erano cittadini laici e avevano la finalità di dare sostegno religioso ed economico ai poveri e ai malati, contribuendo anche alle spese per i funerali e per la dote delle fanciulle che si sposavano o prendevano i voti.
Nel campo distingue poi la facciata del trecentesco palazzetto Foscolo Corner, mentre, adiacente al campanile, si nota una casa settecentesca, sulla cui facciata è stata posta una scultura quattrocentesca raffigurante Santa Margherita.
In mezzo al campo, a seguito dell'interramento del rio della Scoazzera, fu costruita, nel 1725, la Scuola dei Varoteri, (conciatori di pelle), che sostituì la precedente sede cinquecentesca in Campo dei Gesuiti. L'edificio riproduce fedelmente i tratti della costruzione che era stata demolita, a parte il sotoportego centrale per passaggio pedonale. Ora ospita uffici della Municipalità di Venezia Murano Burano.
Vicino alla scuola dei Varoteri c'è il Monumento ai caduti della Grande Guerra, che fu inaugurato il 4 novembre 1923 e riporta i nomi dei 100 caduti della parrocchia dei Carmini; al di sopra quattro sculture in bronzo raffiguranti le quattro virtù del soldato italiano: Prudenza, Giustizia, Temperanza e Fortezza, opera dello scultore Angelo Franco.
Al centro di Campo Santa Margherita ci sono due vere da pozzo del 1529, che versavano in stato di degrado ma, grazie all'intervento dell'Assessorato comunale ai Lavori pubblici, nel 2011 sono state ripulite e riconsegnate ufficialmente alla città.

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