Frezzaria

Frezzaria

La Frezzaria è una strada che si snoda tra il campo San Fantin, dove si affaccia il teatro "La Fenice", e la piazza San Marco. Il toponimo deriva dal fatto che, ai tempi della Serenissima, lungo questa via si trovavano, oltre ad alcune botteghe artigiane, numerose fabbriche e botteghe di frecce. Per molti secoli è stato il percorso più breve tra il campo San Luca e piazza San Marco, ovvero fino al 1863 quando fu aperto il Bacino Orseolo.

Lo storico italiano Marco Antonio Cocci meglio conosciuto come Sabellico, vissuto nella seconda metà del '400 e morto a Venezia nel 1506, aveva nominato la Frezzaria "vicus sagittarius".

Secondo alcune leggi promulgate nel XIV secolo, i veneziani di tutte le classi sociali, di età compresa tra i 16 e i 35 anni, dovevano esercitarsi settimanalmente a tirare con la balestra e, affinché nessuno sfuggisse a questo obbligo, venivano nominati dei "capi contrada" che provvedevano ad iscrivere tutti gli uomini della loro zona dividendoli in gruppi da mandare ogni settimana a "frecciare al bersaglio". Ai giovani del popolo erano assegnati i giorni festivi mentre i nobili si esercitavano in altre giornate. Il raduno, prima della partenza, si faceva a San Marco al suono di un'apposita campana.

Il luogo prescelto per il tiro al bersaglio era la spiaggia del Lido di Venezia dove si disputavano vere e proprie gare ed il vincitore riceveva un premio. 

Per raggiungere la destinazione i gruppi si imbarcavano a San Marco, solitamente dopo mezzogiorno, in particolari barche dette "granzaroli" e a vogare erano gli stessi saettatori. 

Dai vari punti della città si poteva raggiungere comodamente la Frezzaria ed acquistare le frecce anche prima di salpare.

Si legge in una nota dello storico veneziano Marin Sanudo nato e vissuto a Venezia (1466-1536) che dal 3 giugno 1514 si stabilì di tirare con gli archi anziché con le balestre, perché le "freze di balestra non erano perfete". 

Successivamente, per decreto del Consiglio dei X, si iniziò a tirare con "schiopeti et archibusi" e, col passar del tempo, rimasero in vigore solo gli "esercizii a fuoco, che specialmente dai bombardieri si facevano così al Lido, come in appositi punti della città".

A Venezia gli incendi erano frequenti e, per quanto riguarda le Frezzarie, il Sanudo ne ricorda uno nei suoi Diarii: "12 luglio 1518. In questo zorno a hore 12 se impiò fuogo in Frezzaria dove stanno i capelleri, et si bruxò 5 caxe de s. Antonio Zustinian".

© carousel loader dal 1992 e speriamo ancora