Manganer

Manganer

Ai tempi della Serenissima i Manganeri erano gli artigiani che rifinivano col mangano i tessuti di lana e seta per renderne liscia la superficie. Il nome derivava dallo strumento usato, il mangano, macchinario a forma di grande ruota che serviva appunto a dare lucentezza ai panni. Si trattava di una macchina estremamente ingombrante, pertanto era necessario collocarla in locali con il soffitto molto alto; una di queste botteghe si trovava a Santa Croce in Calle della Regina. 

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Calle del Manganer è un toponimo che ritroviamo tuttora in alcune strade di Venezia, a Cannaregio, nella zona di santi Apostoli, e a San Polo, vicino a Ruga Rialto dove una laterale di calle S. Matio è calle del Manganer.


L'arte dei Manganeri, istituita nel 1337 e la cui mariegola originale è oggi conservata nella Biblioteca Civica del Museo Correr di Venezia, comprendeva due colonnelli: i "lustradori da seda" e i "lustradori da lana". Si trattava di una scuola "chiusa" che faceva parte delle arti di consumo, controllata da due Magistrature: i Provedadori de Comun (disciplina ed economia) e il Colegio de la Milizia da Mar (gravezza pubblica). La sede della Scuola si trovava nella chiesa di Santa Maria Formosa ed aveva come patrona Santa Caterina d'Alessandria, martire cristiana condannata a morire su una ruota dentata, la quale però si ruppe, e fu quindi decapitata.
Secondo le statistiche, nel 1773, la Scuola dei Manganeri contava: 14 capimaestri, 7 lavoranti e 1 garzone e 10 botteghe.

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