Pestrin

Pestrin

Ai tempi della Serenissima i Pestrineri erano gli artigiani che lavoravano e vendevano il latte ed i suoi derivati. Nel 1773 a Venezia si contavano 29 botteghe e 9 posti chiusi; per questo motivo molte strade della città presero il nome di Pestrin. A S. Maria Formosa, nei pressi di Palazzo Morosini del Pestrin, costruito nel XVII secolo, vi sono il campiello, la calle, la corte del Pestrin; vicino alla Bragora, a Castello, si trova una calle omonima. Anche nella zona di Santo Stefano ci sono la calle e il ponte del Pestrin; infatti in quella zona esisteva, fin dal secolo XV, un luogo ove si vendeva il latte con annessa una stalla.

Gli artigiani del settore facevano parte di una delle "Schole picole de Arti e Mistieri" dedicata all’"Arte dei Pestrineri": la Scuola dei santi Giuseppe e Mattio. Le Scuole più numerose a Venezia erano quelle che riunivano gruppi di artigiani, a seconda della professione svolta. A partire dal 1261 la Repubblica istituì due magistrature che, oltre alla mansione di controllo delle merci, avevano anche il compito di approvare le Mariegole (Madre Regola), ossia gli atti istitutivi delle Scuole stesse, simili agli attuali albi professionali. Ogni scuola era presieduta da un Guardian Grande, mentre l’organo che riuniva tutti i confratelli era detto Capitolo. Un gruppo di circa quindici persone riunite nella Banca e nella Zonta aveva compiti direttivi. Nel caso dei pestrineri, il 30 marzo del 1656 i Provedadori sora la Giustizia Vechia approvarono la Mariegola il cui originale cartaceo è conservato a Venezia in Archivio di Stato. Lo stemma purtroppo è andato perduto.

La sede della scuola era nella chiesa di San Mattio a Rialto ed il luogo di raccolta era l’altare di S. Giuseppe. La chiesa è stata edificata a metà del XII secolo e conservava molte opere d’arte, tra cui lavori di Gerolamo Santacroce, Jacopo Guarana e Pietro Negri, purtroppo fu demolita nel 1818 a seguito delle repressioni napoleoniche. Della chiesa di San Mattio rimane ricordo nella toponomastica (calle San Mattio) a Rialto, in una laterale della Ruga, con i civici da 810 a 820.

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