Piovàn

Piovàn

È comune trovare nelle strade di Venezia il toponimo "Piovan" (Calle, Fondamenta, Campiello del Piovan sono in tutti i sestieri di Venezia; in particolare nei pressi di San Tomà, San Giacomo dall'Orio, Santa Maria Nova, San Martino, San Maurizio, Santa Maria del Giglio, alla Bragora). Tale denominazione deriva dal fatto che in quella zona abitava un "piovan" (o pievano). Dai tempi della Serenissima queste figure si chiamavano dapprima vicari poi furono rettori, e successivamente "pievani". Non erano necessariamente preti, ma piuttosto diaconi o altri ministri che avevano il ruolo di governare le parrocchie. Essi seguivano l'aspetto economico della chiesa, istruivano i fedeli, ordinavano le funzioni, mentre altri aspetti prettamente religiosi erano seguiti esclusivamente dai sacerdoti.

Il "piovan" aveva le chiavi per aprire la vera da pozzo della sua zona e distribuire al popolo l'acqua piovana negli orari prestabiliti e la mescita veniva annunciata dal suono di una campana. Il "piovan" quindi non solo rivestiva un importante ruolo dal punto di vista religioso, ma aveva il controllo su un elemento vitale come l'acqua che doveva essere razionata durante i periodi di siccità.

I pievani anticamente venivano eletti dai fondatori delle chiese e dai loro discendenti, ma a partire dalla metà del XII secolo, i parrocchiani proponevano, il clero sceglieva, ed il vescovo confermava i pastori delle anime. Verso il 1432, i parrocchiani cominciarono a prendere parte attiva nelle elezioni, si raccoglievano in un luogo stabilito, ed eleggevano il pievano o per voci, o per ballottazione. L'eletto veniva poi confermato dal patriarca, o dal nunzio del papa.

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