Mind in progress della V-A-C Foundation ossia: non tutto è perduto a Venezia

Mind in progress della V-A-C Foundation ossia:
non tutto è perduto a Venezia


Teresa Iarocci Mavica, molisana cresciuta a Napoli, da 27 anni vive in Russia. Nel 2009 la sua follia incontra quella di un altro visionario, Leonid Mikhelson e fondano a Mosca la V-A-C Foundation, un'istituzione culturale senza scopo di lucro che ieri ha timidamente aperto le porte, in anteprima per la stampa, della sua nuova sede espositiva e didattica a Palazzo delle Zattere, che inaugurerà in tutto il suo splendore il prossimo 10 maggio.

Quell’anno 2009 ha fatto innamorare sia la direttrice che il presidente della V-A-C Foundation della città di Venezia e della su Biennale, della Casa dei Tre Oci dove grazie a loro hanno esposto 20 artisti, una collaborazione proseguita nei 5 anni seguenti, ma soprattutto delle potenzialità  e delle sinergie che percepirono entrambi sul suolo veneziano.

Si misero in cerca di uno spazio. Erano gli unici a proporre per il palazzo, sede dell'Autorità Portuale, un progetto che non fosse l'ennesima realtà commerciale oppure un albergo, usi che l'Autorità Portuale voleva assolutamente evitare. Il modus operandi stratificato dentro il concetto-madre della V-A-C Foundation - ovvero esporre ed educare - è tanto molteplice quanto insolito:

- impegnarsi con le nuove generazioni di tutto il mondo a produrre ed esporre il proprio lavoro. Ospitare artisti e curatori da tutte le parti del mondo;

- restare sul territorio quindi impiegando le maestranze locali nonché i materiali tipici della tradizione veneziana per i lavori di restauro;

- instaurare collaborazioni con le università a Venezia;

- sviluppare innanzitutto la parte educational, un’idea tra queste è portare la loro scuola curatoriale;

- non creare una collezione permanente (né qui né in Russia);

- essere davvero senza scopo di lucro: tutto sarà gratuito, mai ci sarà un biglietto d’ingresso;

- garantire il libero passaggio: la porta sarà sempre aperta e non solo nel senso architettonico. La volontà dall’architetto è stata quella di lasciare fluire il flusso d’aria (ci sarà solamente una bassa, trasparente, innocua barriera) perché il piano terra, che si affaccia sulla Fondamenta delle Zattere, è la naturale prosecuzione dello spazio pubblico aperto a tutti

Il palazzo non sarà di proprietà della V-A-C Foundation (ne hanno la gestione esclusiva per 18+18 anni), continuerà ad appartenere alla città, all'Autorità Portuale:

[La cultura e l'innovazione sono elementi centrali per lo sviluppo delle città. In questo senso restituire a Venezia, all'arte e alla cultura il Palazzo che ospitava la nostra sede dell'allora, è una risposta concreta ai bisogni della Città. E' questo che intendo per "Porto Aperto", ascolto e dialogo costante…]

Pino Musolino, Presidente dell'Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Settentrionale


"Questo non sarà un secondo padiglione russo o un’esposizione di arte russa in tutte le salse. L'arte non ha nazionalità, è senza passaporti e senza confini. Ci interessa l'arte giovane perché è il futuro, offrendo la possibilità di commissionare sempre nuovi lavori, dunque ci impegniamo nella produzione culturale e non a esibire i tesori di famiglia, e avremo bisogno di coinvolgere tutta Venezia", ha sottolineato la direttrice Teresa Iarocci Mavica, con voce gentile, calma, sicura e umile. Una vera musica per l'anima persa e svenduta di questa amata e maltrattata città, come lo è la maggior parte della sua produzione culturale. Almeno finora.

Già il palazzo, inteso come edificio, è curiosamente un non-palazzo, ci ha spiegato l’architetto incaricato del restauro, Alessandro Pedron. Perché non ha un nome. Nel 2014 all’inizio dei lavori, trovarono un luogo confuso, stratificato, senza spazio o fluidità di movimento. Restaurandolo hanno svelato un affresco, ridato respiro a una bellissima colonna, ripescato dalle tenebre un enorme arco... hanno creato 2000 metri quadri (1) su quattro livelli lì dove gli spazi non c'erano nemmeno per girarsi attorno. Ancora un po' labirintici, come lo è Venezia. Il palazzo restituito alla città è diventato meraviglioso.

La programmazione, già elaborata fino al 2019, brulica di nomi ed eventi che saranno svelati tra qualche settimana. L'apertura coincide con quella della Biennale d’Arte:
13 maggio inaugura la mostra
Space Force Construction organizzata in collaborazione con l’Art Institute of Chicago. Non sarà una mostra storica o una retrospettiva, ma veramente contemporanea con opere prodotte appositamente per lo 'show', una mostra in azione che proporrà lavori storici in dialogo con artisti contemporanei come Wolfgang Tillmans e David Goldblatt e una serie di nuove grandi opere site-specific commissionate ad artisti come Barbara Kruger, Abraham Cruzvillegas, Kirill Gluschenko, Mikhail Tolachev e Christian Nyampeta.

In effetti, il vecchio problema white cube (ultimamente troppo legato alla qualità degli spazi architettonici) pare sia finalmente tornato alla suo concetto originario: "COME si può mostrare una collezione?"

La stessa mostra che apre adesso, in agosto partirà per l'Art Institute of Chicago dove sarà allestita nella forma di una mostra storica (déjà-vu?).

Tra i nomi in programma figura anche Romeo Castellucci come direttore teatrale.

Ancora una nuova mostra sarà nuovamente dedicata all'idea di collezione, della Kadist Foundation che lavora con le residenze di artisti.

Revisited sembra una parola chiave che ormai si è impossessata di ogni ambito della produzione culturale. Che l'arte visiva manchi di storie, che abbia fortissimo bisogno di storie, è un fatto ovvio nelle mostre appena inaugurate a Venezia (Hirst oppure LaChapelle) ma che si voglia rivedere l’arte, ripensarla e riproporla sembra un passo sorprendentemente, semplicemente e umilmente - onesto. Senza fronzoli. L’hic et nunc dell'arte.

Come se i preziosi intenti e gli attenti concetti fossero celati pure dentro il nuovo nome del edificio stesso: semplicemente il Palazzo delle Zattere.

Chapeau alla V-A-C Foundation!

Non ci resta che esperire il vostro arrivo e darvi il benvenuto nella più bella città del mondo.



V-A-C Foundtation

Palazzo delle Zattere

Dorsoduro 1401
Venezia

Fermate vaporetto:

Zattere o San Basilio

www.v-a-c.ru


nota 1:
metà dei quali saranno adibiti a spazio espositivo. Includerà un'area di accoglienza, un ristorante e un bookshop, un ampio giardino esterno, 4 appartamenti-studio per artisti e curatori ospiti (stanze che odorano di cedro dei mobili, illuminate dalle lampade Salviati) spazi per uffici e una sala per conferenze ed eventi.



© carousel loader dal 1992 e speriamo ancora